Simone

Simone Bordonaro

Questo racconto è tratto da Settenotti: Spooky Season. Per questa storia sono stato ispirato da un tizio che su reddit che si sfogava di questi topi che aveva nelle pareti e che non lo lasciavo dormire.

Questa storia è una faccenda personale

Questa storia è un fatto personale. Un giorno di ottobre mi svegliai intorno alle 3:00 del mattino. Una cosa che adoro è svegliarmi credendo sia già ora di alzarsi, quando in realtà mancano ancora diverse ore alla sveglia. Così, quasi sorridendo, cercai di tornare a dormire. Sentivo un continuo grattare provenire dal battiscopa, vicino alla mia finestra. Infastidito, decisi di indagare, ma senza successo. Ai tempi vivevo ancora con mio padre, così decisi di svegliarlo. Quando arrivò, il rumore era scomparso. Ci guardammo negli occhi e se ne tornò a letto. Ero di nuovo solo. Non passò molto prima che quel grattare ricominciasse, così sbattei un piede per terra per farlo smettere e funzionò, ma oramai non ero più stanco. Cominciai a guardare video su YouTube, sbattendo il piede per terra ogni volta che il grattare ricominciava. Ma qualcosa era cambiato in quel grattare, ora sembrava più frenetico, disperato.
Il rumore si spostò dal battiscopa al sottoscala, che potevo udire perfettamente perché adiacente la mia stanza. Svegliai ancora mio padre che prese un trapano per rimuovere un asse dal muro. Per tutto il tempo in cui cercò il trapano rimasi solo, ad ascoltare quel grattare. Rimuovemmo un asse, ma trovammo solo un topo morto. Non erano passati neanche due minuti da quando udii per l’ultima volta il grattare. Mio padre mise del veleno per topi dietro l’asse e la richiuse, poi tolse anche il battiscopa dalla mia stanza. Non udii più nulla, così tornai a letto. Mi coprii e tornai a guardare video su YouTube, ma non passò molto prima che lo sentissi di nuovo.
Non veniva più dal sottoscala, questa volta veniva da fuori. Mi affacciai al vetro della finestra per controllare i cani. Dormivano accoccolati insieme, vicino alla siepe. L’altalena dondolava dolcemente con il vento, la porta della rimessa cigolava debolmente come al solito. Nessuna traccia dell’origine del grattare. Chiamai ancora mio padre che, infastidito, venne di nuovo a controllare. Guardò fuori e non trovò nulla, ma il grattare non si fermò mai. Tornò nella sua stanza e rimasi di nuovo solo, ad ascoltare. Ora il grattare era diventato più forte. No. Si era avvicinato. Era nella mia stanza. A questo punto ero terrorizzato e non potei fare altro che restare a letto, immobile. Il grattare non se ne andò mai. Facemmo controllare la casa e il rumore cessò. Furono trovati diversi ratti morti tra le pareti, la soffitta e la cantina. Mettemmo diversi veleni per topi, in tutta la casa. La notte dopo il controllo, il grattare ricominciò, forse più forte e insistente di prima. Le mie fantasie mi portarono a pensare le cose più spaventose possibili. La mattina dopo tolsi tutto il veleno per topi che riuscii a trovare. Nella mia mente, speravo che qualsiasi cosa provocasse quel grattare, non finisse mai i topi. Non vivo in quella casa da anni ormai. Ci trasferimmo per diversi motivi, ma sapevo che quel grattare era diventato un disagio non trascurabile anche per mio padre. Ed eccomi qui, a distanza di anni, a raccontare questa storia che per vergogna, imbarazzo e paura non ho mai raccontato a nessuno. Questa storia che mi è tornata in mente l’altra notte. La notte in cui, nella stanza dove condivido il letto con mia moglie, udii un rumore provenire dal battiscopa. Sentii grattare.

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